la decisione intelligente

Le diverse forme del processo decisionale, comprese la razionalità e il rispetto delle regole, sono procedure utili al processo decisionale stesso, ma non ne garantiscono l’intelligenza intesa come decisione o azione che produce risultati in termini di benessere e/o di soddisfacimento degli scopi del decisore, del team, dell’organizzazione che decide.

Definire l’intelligenza delle nostre decisioni e delle nostre azioni sulla base dei risultati che esse producono può essere fuorviante sia perché il giudizio non potrà che essere a posteriori e soggettivo e sia perché i risultati di una decisione e di un’azione possono cambiare nel tempo. Vale quando siamo in presenza di un singolo decisore e vale ancor di più quando siamo in presenza di attori multipli o team.

In realtà quello che possiamo davvero definire è se una decisione è razionale o conforme a regole e allora diremo che:
1. una decisione può essere definita razionale (logica della conseguenza) se, indipendentemente dal fatto che produca buoni risultati, è assunta tramite un processo che segue una determinata procedura per scegliere fra diverse alternative in termini di aspettative sulle conseguenze future.
Es:  Un’organizzazione finanziaria prende decisioni razionali se fa un’analisi sistematica delle probabibili conseguenze future delle possibili alternative e sceglie quella che massimizza il valore atteso. Draghi.
2. una decisione può essere definita conforme a regole (logica dell’appropriatezza) quando determina cambiamenti comportamentali concreti in risposta al feedback (positivo o negativo) della prestazione.
Es: Organizzazione che apprende. Apple.

È solo disincagliando l’intelligenza delle decisioni e delle azioni dagli scogli del risultato e del tempo che razionalità e apprendimento divengono concetti e caratteristiche che defiscono procedure ex ante.

Se questo è il dato, la domanda impossibile per eccellenza è sempre la stessa: che fare?

Ecco tre possibili risposte alla domanda impossibile:
1. Migliorare l’adattabilità, cioè come creare un rapporto più coerente tra i decisori e il loro ambiente: ricercare la decisione intelligente nelle teorie dell’adattamento diviene un tentativo di trovare una decisione ottimale in relazione ad un dato ambiente.

2. Usare la conoscenza, cioè come rapportare ciò che è conosciuto e conoscibile alle decisioni: essere abili nell’utilizzare la conoscenza per anticipare le conseguenze e stabilire preferenze è un dato essenziale.

3. Creare un significato, cioè come usare il processo decisionale come occasione per espandere le percezioni, costruire il sé, stimolare l’impegno: il processo decisionale presuppone una comprensione delle cose, di quelle che sono e che potrebbero essere, per trasmetterle ad altri.

In definitiva essere consapevoli che prendere decisioni intelligenti e determinare azioni intelligenti è difficile non vuol dire rinunciare a giocare la partita: i problemi per quanto difficili non sono aldilà dell’umana coprensione e dunque possono trovare soluzione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...