tarantino, sun tzu e march

Mi chiamo Wolf, risolvo problemi. [Pulp Fiction, Quentin Tarantino] Una volta colte, le opportunità si moltiplicano. [L’Arte della guerra, Sun Tzu] Il processo decisionale aumenta l’eleganza e la bellezza della vita. [Prendere Decisioni, James March] Continua a leggere tarantino, sun tzu e march

background

1. Il modo di concepire, organizzare e gestire la conoscenza sta cambiando in maniera profonda. Non basta più distribuire istruzione perché le persone apprendano. 2. Apprendere vuol dire innanzitutto capire, poi approfondire (studiare) e  infine applicare a contesti reali (lavoro, famiglia, amici, ecc.) ciò che si è approfondito (studiato). 3. Per acquisire nuovi saperi e competenze, per dare valore a ciò che si sa e a ciò che si sa fare occorre dunque non solo studiare ma anche riflettere, capire, fare, sperimentare, collegare, comunicare, donare. 4. La capacità di collaborare, connettersi, stabilire relazioni è destinata a diventare sempre più importante … Continua a leggere background

herbert simon

L’ideatore del modello decisionale della razionalità limitata è Simon che sviluppa, intorno alla variabile «decisione», la tesi, già introdotta da Barnard, che assegna ai comportamenti delle persone e non ai fini e alle funzioni proprie delle strutture la chiave di lettura fondamentale per comprendere il funzionamento delle organizzazioni. Gli aspetti fondamentali del modello di Simon possono essere così sintetizzati: 1. sono gli uomini che, attraverso le loro decisioni, determinano il funzionamento delle organizzazioni; 2. per definizione tali decisioni non possono essere assunte in condizione di certezza dato che i soggetti agiscono sulla base di criteri di razionalità limitata che non … Continua a leggere herbert simon

tre idee

Le concezioni classiche del processo decisionale coinvolgono tre idee strettamente correlate tra loro: La prima idea si basa sul concetto di realtà: esiste un mondo oggettivo che può essere percepito e tale mondo è l’unico esistente. La seconda idea è quella di causalità: dato che la realtà e la storia sono strutturate da catene di cause ed effetti le scelte influiscono sulle conseguenze e le decisioni sono mezzi per ottenere gli obiettivi desiderati. La terza idea si riferisce all’intenzionalità: le decisioni sono strumenti di determinazione e di autodeterminazione; preferenze e identità intervengono sulle azioni mediante o la valutazione delle conseguenze … Continua a leggere tre idee

conseguenza

Quattro interrogativi e quattro parole chiave 1. Quali azioni sono possibili? La prima parola chiave è: Alternative. 2. Quali le conseguenze di ciascuna alternativa e quali le probabilità che ciascuna di essa si realizzi? La seconda parola chiave è: Aspettative. 3. Quanto contano (che valore hanno) per il decisore le conseguenze di ciascuna alternativa? La terza parola chiave è: Preferenze. 4. Come si sceglie fra diverse alternative? La quarta parola chiave è: Conseguenze. Quattro probemi 1. Problemi di Attenzione: Tempo e capacità di attenzione limitati. Troppi elementi rilevanti. Troppi segnali per poter essere seguiti contemporaneamente. 2. Problemi di Memoria: La … Continua a leggere conseguenza

appropriatezza

Il processo decisionale può essere definito come conforme a regole quando le persone e/o le organizzazioni agiscono in base alla propria identità e seguono regole e procedure che ritengono appropriate alla situazione data. Esempi: Vigili del Fuoco, Ultras, Vegani, ecc. Quando il processo decisionale segue la logica dell’appropiatezza le domande principali con le quali chi decide si trova a fare i conti sono tre: 1. La domanda sul Riconoscimento: Che tipo di situazione è questa? 2. La domanda sulla Identità: che tipo di persona (o di organizzazione) sono? 3. La domanda sulle Regole: cosa fa una persona come me (o … Continua a leggere appropriatezza

siam molti

Di tanti uomini che sono, che siamo, non posso trovare nessuno: mi si perdono sotto il vestito, sono andati in altre città. Quando tutto è preparato per mostrarmi intelligente, lo sciocco che porto nascosto prende la parola nella mia bocca. Altre volte mi addormento in mezzo alla società distinta e quando cerco in me il coraggioso un codardo che non conosco corre a prendere col mio scheletro mille deliziose precauzioni. Quando arde una casa stimata invece del pompiere che chiamo si precipita l’incendiario e quello son io. Non ho misura. Che devo fare per distinguermi? Come posso riabilitarmi? Tutti i … Continua a leggere siam molti

team e partner

La modalità più semplice per pensare il passaggio dalla decisione individuale a quella collettiva è quella nella quale un guadagno relativo a un individuo costituisce un guadagno per tutti gli altri componenti del gruppo. L’azione decisa da una identità è coerente con le identità a cui si riferiscono gli altri componenti del gruppo. Difficile ma vero: il team in questo caso risulta formato da attori con preferenze o identità coerenti che dovranno comunque fare i conti con i problemi di comunicazione e di coordinazione. Assai più frequenti sono i casi nei quali nell’ambito di un gruppo c’è la presenza di … Continua a leggere team e partner

posso, dunque sono

Nell’ambito di un team o di un’organizzazione persone differenti impersonano identità differenti e vogliono avere cose differenti e dunque non tutti possono ottenere ciò che desiderano nelle mdalità e nei tempi che desiderano. L’equa distribuzione del potere è la base della democrazia. Il perseguimento del potere è la base dell’ambizione personale. La lotta per il potere e, attraverso il potere, per i risultati desiderati è la base del processo decisionale. A livello personale il potere è dato dalla possibilità – capacità di avere ciò che si vuole e di soddisfare pienamente la propria identità. Nell’ambito di un team o di … Continua a leggere posso, dunque sono

la decisione come campo inclinato

Abbiamo visto come l’azione razionale nasca da due ipotesi sul mondo: Se il processo decisionale è guidato dalla logica della conseguenza l’incertezza riguarda le future conseguenze delle azioni in corso e le future preferenze che ci guideranno nella valutazione degli esiti dell’azione in corso. Nel caso del comportamento secondo regole l’incertezza si riferisce al modo in cui classificare la situazione in corso e a quale identità sia rilevante in tale situazione e cosa richieda. Nell’uno come nell’altro caso, una ipotesi si riferisce alla realtà esterna al sé e l’altra riguarda il sé. Adesso riflettiamo su questa affermazione: Si consideri un … Continua a leggere la decisione come campo inclinato

garbage can

Diversamente dai modelli della razionalità limitata (conseguenza e appropriatezza), caratterizzati da incertezza, il modello garbage can è contraddistinto da ambiguità e confusione che, in quanto tali, non possono essere ridotte attraverso l’aumento delle informazioni e delle conoscenze disponibili. Ciò determina alcune conseguenze importanti: 1. gli attori non possono guidare razionalmente il processo decisionale, dato che gli scopi e le preferenze non possono essere definiti prima e indipendentemente dal processo stesso, ma prendono forma soltanto durante il corso dell’azione nella quale essi si sviluppano (il processo fornisce la base sulla quale gli attori recitano la propria parte); 2. le attività e … Continua a leggere garbage can

la decisione intelligente

Le diverse forme del processo decisionale, comprese la razionalità e il rispetto delle regole, sono procedure utili al processo decisionale stesso, ma non ne garantiscono l’intelligenza intesa come decisione o azione che produce risultati in termini di benessere e/o di soddisfacimento degli scopi del decisore, del team, dell’organizzazione che decide. Definire l’intelligenza delle nostre decisioni e delle nostre azioni sulla base dei risultati che esse producono può essere fuorviante sia perché il giudizio non potrà che essere a posteriori e soggettivo e sia perché i risultati di una decisione e di un’azione possono cambiare nel tempo. Vale quando siamo in … Continua a leggere la decisione intelligente

peter drucker

L’individuo occidentale e il giapponese intendono qualcosa di diverso quando parlano di prendere una decisione. In occidente, tutta l’enfasi è posta sulla risposta alla domanda. In effetti i nostri libri sulla decisione cercano di sviluppare approcci sistematici al problema di dare una risposta. Per il giapponese, invece, l’elemento importante nella decisionalità è definire la domanda. I passaggi importanti e cruciali sono decidere se c’è bisogno di una decisione e che cosa essa riguardi. Ed è in questo passaggio che il giapponese mira a ottenere il consenso. In realtà, questo passaggio è, per il giapponese, l’essenza della decisione. La risposta alla … Continua a leggere peter drucker

si, no, forse

Mario Mario lavora con voi da 6 anni, i primi due benissimo, poi al di sotto degli standard e poi scadente. Né i richiami verbali e scritti, né le procedure disciplinari che avete preso a malincuore hanno determinato miglioramenti e la proprietà vi ha chiesto di licenziarlo. Qualche giorno prima dell’avvio della procedura venite a sapere che alla moglie di Mario è stata diagnosticata una malattia terminale e che le rimangono soltanto due anni di vita. Non ve ne ha parlato per espressa volontà della moglie. Che cosa fate? Quanto pensate che la vostra decisione sia giusta? Quanto  legale? Quanto … Continua a leggere si, no, forse